Capire la bolletta
Come cambiare gestore

A casa cambia una cosa sola: chi ti manda la bolletta. Il cambio di venditore non comporta interruzioni del servizio né interventi tecnici sul contatore o sugli impianti: la fornitura resta accesa, il contatore resta quello che hai già. Il passaggio è amministrativo e richiede oggi da uno a due mesi, con tutele precise per il cliente lungo tutto il percorso.
Cosa cambia davvero, cosa resta com’era
Il cambio di gestore parte da una scelta: un’offerta diversa, un nuovo contratto di fornitura che sostituisce quello precedente. Da lì la procedura si muove da sola, tra gli uffici del vecchio e del nuovo venditore.
Il contatore resta lo stesso oggetto fisico di sempre, acceso e attivo per tutto il passaggio: cambia solo l’intestazione commerciale della fornitura, cioè chi emette la bolletta.
Come funziona il passaggio tra un fornitore e l’altro
Ad attivare la procedura è il nuovo venditore, che avvia insieme il cambio (switching) e la chiusura del vecchio contratto. Il cliente firma una volta sola: il resto è un flusso di comunicazioni tra operatori.
«No, il cambio venditore non comporta interruzioni del servizio né interventi tecnici sul contatore o sugli impianti.»
ARERA — Atlante per il consumatore: «Se cambio venditore può interrompersi la fornitura?»
«Sarà il nuovo venditore ad attivare la procedura di cambio venditore (switching) e cessazione del vecchio contratto (recesso).»
ARERA — Atlante per il consumatore: «Cosa occorre fare per cambiare venditore?»
Questo scambio di dati passa attraverso il Sistema Informativo Integrato, la piattaforma nazionale gestita da Acquirente Unico, che fa da tramite tecnico tra distributori e venditori per ogni richiesta di cambio fornitore.
Per il passaggio effettivo al nuovo venditore occorrono normalmente da uno a due mesi. Il calendario segue una regola precisa: se la richiesta parte entro il giorno 10 del mese, il cambio scatta il primo giorno del mese successivo; altrimenti slitta di un mese in più.
Le regole sui tempi di passaggio possono cambiare nel corso degli anni: il valore aggiornato si trova sempre sulla pagina ARERA dedicata allo switching.
Cosa portare con te: i dati della fornitura
Per completare il passaggio servono pochi elementi, già scritti in bolletta. Per l’elettricità è il codice POD, punto di prelievo; per il gas è il codice PDR, punto di riconsegna: identificano la fornitura in modo univoco e restano gli stessi anche dopo il cambio.
Questi codici devono comparire in bolletta in modo chiaro e leggibile, in prima pagina. Insieme servono i dati anagrafici dell’intestatario del contratto e il metodo di pagamento scelto per le bollette future.
Le tutele quando qualcosa va storto
Dopo la firma, il cliente ha 14 giorni di tempo per ripensarci, con piena libertà sul motivo, per i contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali. È il diritto di ripensamento previsto dal Codice del consumo.
Se un contratto risulta attivato senza una richiesta consapevole, si può contestarlo per iscritto al venditore. In caso di rigetto del reclamo, resta la possibilità di aderire alla procedura di ripristino verso il vecchio fornitore, comunicando l’adesione entro 20 giorni solari dalla risposta motivata del venditore.
Per le questioni che restano aperte dopo un reclamo scritto esiste anche lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente, il servizio a cui rivolgersi per informazioni sui diritti nei settori elettrico e gas.
Domande veloci
Domande frequenti
Il giorno del cambio, luce o gas restano attivi a casa mia? 01
Sì, restano attivi per tutto il passaggio: il contatore rimane quello di sempre, cambia solo chi emette la bolletta.
Quanto tempo ci vuole per passare al nuovo fornitore? 02
Normalmente da uno a due mesi. Il cambio parte il primo giorno del mese: la richiesta va presentata con anticipo perché scatti dalla data giusta.
Posso cambiare idea dopo aver firmato? 03
Sì: hai 14 giorni per ripensarci, con piena libertà sul motivo, se il contratto è stato concluso a distanza o fuori da un locale commerciale.
In bolletta compare un contratto che mi sembra sconosciuto: cosa faccio? 04
Puoi contestarlo per iscritto al venditore. Se il reclamo viene respinto, hai comunque 20 giorni per chiedere il ripristino del vecchio fornitore.
Ogni bolletta racconta una fornitura diversa, con i suoi codici e le sue scadenze. Al punto PAB porti la tua, così com’è: un operatore la legge insieme a te, passaggio per passaggio. Ogni domanda su cosa cambia e cosa resta trova una risposta prima di firmare qualsiasi cosa.
Fonti
- ARERAAtlante per il consumatore: «Se cambio venditore può interrompersi la fornitura?»Vai alla fonte ufficialeLetta il 26 luglio 2026
- ARERAAtlante per il consumatore: «Quanto tempo serve per passare dal vecchio al nuovo venditore?»Vai alla fonte ufficialeLetta il 26 luglio 2026
- ARERAAtlante per il consumatore: «Cosa occorre fare per cambiare venditore?»Vai alla fonte ufficialeLetta il 26 luglio 2026
- Acquirente UnicoSistema Informativo Integrato (SII)Vai alla fonte ufficialeLetta il 26 luglio 2026
- ARERAComunicazione in merito all’indicazione dei codici PDR e POD nei documenti di fatturazioneVai alla fonte ufficialeLetta il 26 luglio 2026
- Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005)Articolo 52 — Diritto di recessoVai alla fonte ufficialeLetta il 26 luglio 2026
- ARERAComunicato stampa: procedura di ripristino per contratti di fornitura non confermatiVai alla fonte ufficialeLetta il 26 luglio 2026
- ARERAAtlante per il consumatore: «Che cos’è lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente?»Vai alla fonte ufficialeLetta il 26 luglio 2026
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